← Tutte le guide

Conoscere la valle Casentino, Arezzo, Italia

Cosa si mangia, e cos’è davvero una sagra

La valle cucina prima di tutto per sé. Tu sei semplicemente il benvenuto a tavola.

In Casentino si può mangiare benissimo senza mai entrare in un ristorante. La vera cucina della valle è un tendone dietro una chiesa, ad agosto, mandato avanti da venti volontari che lo fanno da quando erano bambini. Si chiama sagra, ce ne sono decine ogni anno, e questa pagina serve a entrarci come se ci fossi già stato.

Cos’è davvero una sagra

Una sagra è la festa di paese intorno al cibo. Non è una fiera e non è un ristorante: una parrocchia o una pro loco decide che questo fine settimana il paese cucinerà una cosa sola, benissimo, qualche centinaio di volte, e che si mangerà tutti insieme ai tavoloni. Quello che avanza, pagati gli ingredienti, aggiusta il tetto della chiesa o compra le maglie alla squadra dei ragazzi.

È il pasto buono che costa meno in tutta la valle e, soprattutto, il meno recitato. Nessuno sta facendo spettacolo per i turisti, perché fino a poco tempo fa i turisti non c’erano.

Cosa si mangia davvero

  • Tortelli di patate Il piatto della valle. Pasta ripiena di patate, aglio e prezzemolo, condita con il ragù o solo burro e salvia. Ogni famiglia giura che i suoi sono diversi, e ogni famiglia ha ragione.
  • Tortello alla lastra Da Corezzo, salendo verso La Verna: una sfoglia sottile ripiena di patate o di erbe, cotta sulla lastra di pietra rovente. Guardali mentre lo fanno: la pietra è tutto.
  • Acquacotta Acqua, pane raffermo, cipolla, pomodoro, e un uovo rotto dentro alla fine. Cucina povera venuta meglio di quella che doveva sostituire.
  • Scottiglia Cinque o sei carni cotte piano con vino e pomodoro, versate sul pane abbrustolito. Roba da domenica, e il motivo per cui la domenica esiste.
  • Castagnaccio Qui si dice baldino. Farina di castagne, acqua, olio, rosmarino, pinoli. Denso e appena dolce: un gusto che si acquisisce, di solito alla seconda fetta.
  • Grigio del Casentino Il maiale grigio della valle, tornato indietro dall’orlo dell’estinzione. Lo incontrerai come salame, come prosciutto, e come ottima ragione per comprare il pranzo dal macellaio.
  • Le castagne, in ogni forma Farina, necci, polenta dolce, arrostite sul fuoco a ottobre. La castagna ha sfamato questa valle per secoli, e la valle non se n’è dimenticata.

Come funziona una sagra, in pratica

  • Prima si paga C’è la cassa: un tavolo, una cassetta dei soldi, e qualcuno che la tiene da trent’anni. Si ordina e si paga lì, si prende lo scontrino, e lo si consegna alla finestra della cucina.
  • Porta i contanti Molte ormai prendono il bancomat. Altre no, e in un paese di montagna il segnale è più una diceria che un fatto.
  • Vacci presto, o vacci tardi Alle otto di sabato la fila è lunga. Alle sette, o alle nove, no.
  • Siediti dove capita I tavoli sono lunghi e si condividono. Non è un ripiego, è esattamente il punto.
  • Le sagre piccole si spostano La pioggia le sposta, e l’annuncio finisce su un cartello al bar, non su internet. Controlla prima di salire in montagna.

Le prossime sagre

Ecco cosa c’è in calendario, nell’ordine in cui accade. Presentati affamato.

Tutto il calendario

Una sagra la mandano avanti dei volontari, e i prezzi li fa chi conta di rivederti l’anno prossimo. È per questo che costa quello che costa.

Organizzi un evento in valle? Raccontacelo.

Mandacelo e lo mettiamo in calendario. È gratis, e lo legge una persona prima che vada online.

Segnala un evento