Conoscere la valle Casentino, Arezzo, Italia
Castelli e i conti Guidi
Una valle che si legge come una catena di torri.
Prima di essere un parco nazionale o una terra di sagre, il Casentino era una frontiera di castelli, e una sola famiglia li teneva quasi tutti. Puoi ancora stare sotto le loro torri, e uno dei loro ospiti, esule da Firenze, mise la valle nel poema più famoso della lingua. È il modo più breve per leggere il Casentino come storia e non solo come paesaggio.
I conti Guidi
Per trecento anni, dall’undicesimo al quattordicesimo secolo, il Casentino apparteneva a una sola famiglia: i conti Guidi. Costruivano o tenevano un castello sopra quasi ogni paese, tassavano le strade e i mulini, accoglievano gli esuli e cambiavano bandiera quando conveniva. Poppi, Romena, Porciano, Battifolle; la valle si legge ancora più facilmente come una catena delle loro torri. Firenze alla fine si prese tutto, ma le pietre sono rimaste.
Poppi, quello che è sopravvissuto
Il Castello dei Conti Guidi a Poppi è il castello meglio conservato della valle e uno dei più belli della Toscana, con l’alto mastio che sorveglia tutta la piana. La tradizione ne attribuisce il disegno alla stessa mano del Palazzo Vecchio di Firenze. Dentro c’è un cortile di stemmi, una cappella con affreschi del Trecento e l’antica biblioteca Rilliana. Sotto, sul piano di Certomondo, si combatté la battaglia di Campaldino nel giugno del 1289.
Dante è passato di qui
Un giovane Dante Alighieri cavalcò a Campaldino tra i cavalieri fiorentini, e anni dopo, esule e senza casa, tornò in valle ospite dei Guidi. Mise il Casentino nella Divina Commedia: il falsario Maestro Adamo, che coniò il fiorino fiorentino al castello di Romena, è lasciato a bruciare di sete nell’Inferno, mentre sogna i ruscelli che scendono da queste verdi colline. La torre in rovina di Romena e quella restaurata di Porciano, sopra Stia, sono entrambe sue.
Vederli oggi
Poppi è aperto quasi tutto l’anno e facile da raggiungere; Romena e Porciano tengono orari più brevi e stagionali, quindi controlla prima di salire in macchina. Molti castelli si accendono per un giorno o due l’anno con fiere medievali, concerti nel cortile e rievocazioni di Campaldino. Ecco cosa c’è in valle in questi giorni.
- Notti dell’archeologia - Stia
- Mostra di pittura “Memorie Mediterranee”
- Falconarius al Palagio
- Teatro del Fiume - All in Flames
- Teatro del Fiume - Hansel e Gretel
- Ridi che ti passa!
La battaglia di Campaldino si combatté l’11 giugno 1289, in vista di Poppi. Tra i cavalieri fiorentini c’era un ventiquattrenne che avrebbe poi raccontato quella giornata nella Divina Commedia: Dante Alighieri.