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Conoscere la valle Casentino, Arezzo, Italia

Il Casentino selvaggio

Due montagne, una delle foreste più antiche d’Europa.

Metà di ciò che fa il Casentino non sta nei paesi, ma nei boschi sopra di essi. La valle si trova dentro una delle foreste più grandi e antiche d’Italia e guarda, oltre l’Arno, una lunga montagna d’erba con una croce in cima. È la metà verde del posto: cosa cresce qui, cosa ci vive e come entrarci senza corda e senza una mappa illeggibile.

Due montagne, due boschi

Il Casentino è stretto tra due quote molto diverse. A est e a nord si alza il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, un muro di foresta antica che corre lungo il crinale appenninico fino in Romagna. A ovest c’è il Pratomagno, un lungo crinale spoglio d’erba e castagni che separa la valle dalla piana dell’Arno. Uno è ombra fitta e abete bianco; l’altro è cielo aperto e una famosa croce di ferro in cima. In mezzo nasce l’Arno, in alto sul Falterona, come un filo d’acqua che si scavalca con un passo.

La foresta più antica d’Italia

Dentro il parco, sopra Camaldoli, c’è la Riserva Integrale di Sasso Fratino. È lasciata del tutto in pace dal 1959, la prima riserva integrale del Paese, e nel 2017 l’UNESCO l’ha inserita nella lista del Patrimonio dell’Umanità delle antiche faggete. Alcuni faggi e abeti bianchi qui hanno più di cinquecento anni. Nel cuore non si può entrare, ed è proprio questo il senso, ma la foresta tutt’intorno, curata dai monaci di Camaldoli da mille anni, è aperta e straordinaria.

Cervi, lupi e il bramito di settembre

Il parco è uno dei posti migliori in Italia per sentire il cervo. Per tutto settembre i maschi bramiscono tra le valli all’imbrunire, un richiamo chiamato bramito, e il parco organizza serate guidate all’ascolto. Il lupo è tornato e sta bene, anche se quasi di sicuro non lo vedrai; cinghiali, caprioli e, più in alto, qualche aquila reale sono più facili. Tieni la sera per gli animali e il mezzogiorno per la luce tra i faggi.

Fuori sui sentieri

Non serve essere camminatori esperti. Sentieri segnati collegano i santuari di Camaldoli e La Verna, vecchie mulattiere corrono tra i castelli più in basso, e i centri visita del parco a Badia Prataglia, Stia e Chiusi della Verna danno le mappe e segnano cosa è aperto. Ecco cosa si fa all’aperto in valle in questi giorni.

Tutto il calendario

L’Arno nasce sul Monte Falterona a circa 1.350 metri ed è così piccolo vicino alla sorgente che lo si scavalca. A Firenze, quaranta chilometri più a valle, è il fiume largo delle cartoline.

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