Conoscere la valle Casentino, Arezzo, Italia
I due santuari: La Verna e Camaldoli
Le due montagne della valle custodiscono ciascuna un monastero. Sono ancora attivi, e ti fanno entrare.
Due comunità religiose hanno plasmato questa valle per otto e nove secoli, e ci sono ancora: pregano ancora, aperte a chiunque salga fin lassù. Sono metà della ragione per cui il bosco è ancora in piedi. Non serve essere credenti per sentire il peso di questi luoghi, ma ci arrivi da ospite in una casa di preghiera, e conviene arrivarci come tale.
La Verna, sulla sua rupe
In alto sul crinale orientale della valle, sopra il paese di Chiusi della Verna, una nuda rupe grigia sporge dalla faggeta. Nel 1213 il conte Orlando Cattani donò la roccia a Francesco d’Assisi, e nel settembre del 1224 qui Francesco avrebbe ricevuto le stimmate, le ferite della crocifissione, su una cengia di quella stessa pietra. È il luogo francescano più importante del mondo dopo Assisi.
Il santuario cresciuto intorno alla roccia non è un museo: i frati francescani ci vivono e ci pregano ancora. Percorri il corridoio fino alla Cappella delle Stimmate, costruita sul luogo; affacciati sul Sasso Spicco, il grande masso spaccato dove Francesco si ritirava in solitudine; e non andartene senza la Chiesa Maggiore, con alle pareti alcune delle più belle terrecotte invetriate che Andrea della Robbia abbia mai fatto, bianche e azzurre e incredibilmente serene. Quasi ogni pomeriggio i frati percorrono il corridoio in processione, cantando, e i visitatori possono seguirli in silenzio.
La Verna è alta, intorno ai 1100 metri, e si fa il tempo da sola. La nuvola bassa sul monte non è una perdita: la foschia è metà del senso. Porta una giacca anche ad agosto.
Camaldoli, nel bosco
Sulla spalla opposta, a nord, in fondo al parco nazionale sopra Poppi, Camaldoli è più antica e più silenziosa. Intorno al 1012 un monaco riformatore di nome Romualdo fondò un eremo in questa radura di abeti bianchi, e i benedettini camaldolesi che avviò sono ancora qui mille anni dopo. Ci sono due parti, distanti un paio di chilometri e qualche centinaio di metri di quota. In basso c’è il monastero, con la chiesa e l’Antica Farmacia, la spezieria cinquecentesca dei monaci, gli armadi di noce ancora pieni dei balsami e dei liquori che ricavano dal bosco. Più in alto, tra gli alberi, c’è il Sacro Eremo: un recinto di celle bianche, ognuna una piccola casa con il suo orto, dove i monaci vivono ancora la vita solitaria. Si può visitare la chiesa dell’eremo ma non le celle, e lì intorno la regola è semplice: silenzio.
Quello che i monaci hanno davvero lasciato è la foresta stessa. Curano questi boschi dall’undicesimo secolo, tagliando e ripiantando gli abeti secondo un codice così attento che la più antica riserva integrale d’Italia, Sasso Fratino, è cresciuta sotto la loro custodia. Camaldoli è la più verde e mite delle due montagne: niente rupe, niente scena, solo alberi molto vecchi e odore di resina.
Come visitare, e come comportarsi
- Come si sale Entrambi sono in fondo a strade di montagna e l’auto è di gran lunga il modo più facile; l’ultimo tratto è ripido e stretto ma asfaltato. Metti in conto una buona mezz’ora di salita dal fondovalle.
- Vestiti da chiesa, e da montagna Spalle e ginocchia coperte dentro i santuari, e uno strato in più di quanto pensi: si sta sopra i 1000 metri, freschi anche in piena estate.
- Tieni bassa la voce Sono comunità di preghiera attive, non attrazioni. Telefoni silenziosi, soprattutto nelle cappelle e intorno all’Eremo di Camaldoli.
- Regolati sugli orari delle funzioni Seguire la processione dei frati alla Verna, o entrare ai vespri cantati nel bosco a Camaldoli, è la cosa vera qui, meglio di qualsiasi foto. Gli orari sono affissi a ogni santuario.
- Fermati a pranzo, o a dormire Entrambi tengono una tavola semplice per gli ospiti e stanze per chi vuole andare più piano, e una bottega dove i monaci vendono ciò che producono: miele, liquori, saponi, rimedi d’erbe.
- Uno al giorno La Verna e Camaldoli stanno su spalle opposte della valle, a un’ora di macchina. Puoi vederli in un giorno, ma ciascuno merita un paio d’ore senza fretta: un santuario al giorno è il piano più gentile.
Cosa succede ai santuari
Il calendario della valle è pieno di feste, processioni patronali e ritiri, e molti salgono ancora a queste due montagne. Ecco cosa arriva.
- La Verna, Ascolto e Silenzio nel Giardino dei Frati
- Festa di S. Giacomo patrono di Moggiona
- Festa della Madonna delle Neve
- Festa patronale dell’Assunta a Stia
- Processione per le vie del paese
- Festa dell’Assunta
I frati camminano la processione quotidiana alla Cappella delle Stimmate della Verna, tempo permettendo, da secoli.
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