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Conoscere la valle Casentino, Arezzo, Italia

Il Casentino a piedi

Foreste sacre, una strada di pellegrini, e un fiume che si scavalca

Il meglio del Casentino si cammina, non si guida. Sopra i paesi la valle sale in una delle foreste piu antiche d’Italia, attraversata da sentieri che monaci e pellegrini percorrono da ottocento anni. Non serve essere alpinisti. Servono scarpe buone, acqua, e la voglia di andare abbastanza piano da sentirla.

Il parco, e perche il bosco e antico

La valle si trova dentro il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, che scavalca il crinale tra Toscana e Romagna. A renderlo raro non e solo l’estensione, ma l’eta. Per mille anni i monaci di Camaldoli hanno protetto e ripiantato questi boschi seguendo un codice forestale cosi attento che ancora oggi si studia.

Nel suo cuore, la riserva integrale di Sasso Fratino e lasciata completamente in pace da decenni: nessuno taglia, pianta o ripulisce un solo albero. E una faggeta vetusta cosi intatta che nel 2017 e entrata nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO tra le antiche faggete d’Europa. Alcuni di quegli alberi sono piu vecchi di qualsiasi edificio della valle.

Le camminate che valgono la salita

  • Sentiero delle Foreste Sacre La grande camminata: un percorso di piu giorni che unisce i tre luoghi sacri della foresta, il monastero di Camaldoli, l’eremo sopra di esso e il santuario della Verna, passando per Badia Prataglia. Si fa a tappe, oppure se ne cammina solo la giornata migliore.
  • Via di Francesco, il cammino verso Assisi La Verna e una tappa della strada dei pellegrini che lo stesso San Francesco percorreva. Ancora oggi si parte dal santuario e si cammina verso sud fino ad Assisi in circa due settimane. Se ne puo camminare una sola mattina e tornare indietro con tutta la valle alle spalle.
  • Le sorgenti dell’Arno Dai prati alti del Monte Falterona una breve salita porta a Capo d’Arno, dove il fiume di Firenze nasce come un filo d’acqua che si scavalca. Poco distante c’e il Lago degli Idoli, uno specchio d’acqua di montagna in cui gli Etruschi gettavano offerte di bronzo.
  • Camaldoli e la Foresta della Lama Sentieri di bosco dolci a partire dal monastero, adatti alle famiglie e a una prima giornata, tra abeti bianchi che i monaci piantarono in file che si leggono ancora tra gli alberi.
  • Il crinale, per chi ha gamba La Grande Escursione Appenninica corre lungo tutta la cresta dell’Appennino. Il tratto casentinese e lungo, esposto e silenzioso, e vale la pena per chi cammina e sa gia quello che fa.

Prima di partire

I sentieri portano i segnavia bianco-rossi del CAI, il Club Alpino Italiano, e ciascuno ha un numero. Una mappa dei centri visita del parco a Badia Prataglia o a Pratovecchio Stia, oppure una scaricata offline, ti salva quando il telefono non prende, e quassu spesso non prende.

Trattalo come una montagna, perche lo e. Il tempo cambia, la luce va via presto sotto le chiome, e c’e un silenzio vero da trovare. Da fine primavera a ottobre e la stagione giusta. In autunno il bosco si riempie del bramito dei cervi in amore, una cosa straordinaria da sentire dal sentiero, e un buon motivo per non lasciarlo. Riporta a valle tutto cio che porti su.

Camminate e uscite guidate in arrivo

Le Pro Loco della valle, le guide del parco e i gruppi di cammino organizzano uscite tutto l’anno, dai giri dolci attorno ai paesi alle giornate intere sul crinale. Ecco cosa c’e in agenda adesso.

Tutto il calendario

La riserva integrale di Sasso Fratino e lasciata intatta da cosi tanto tempo che nessuno vi abbatte, pianta o ripulisce un solo albero. E uno degli ultimi luoghi in Italia dove si vede cosa fa il bosco lasciato del tutto a se stesso.

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Mandacelo e lo mettiamo in calendario. È gratis, e lo legge una persona prima che vada online.

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